Rete dei 65 movimenti:Ecco Il testo originario del decreto inclusione 378 e il parere approvato in Senato

ritiro delegheIl testo originario del decreto inclusione 378 e il parere approvato in Senato il 22 marzo

CAMERA DEI DEPUTATI
N.378
ATTO DEL GOVERNO
SOTTOPOSTO A PARERE PARLAMENTARE
Trasmesso alla Presidenza il 16 gennaio 2017
Schema di decreto legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità (378)
(articolo 1, commi 180, 181, lettera c), e 182 della legge 13
luglio 2015, n. 107)
SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE NORME PER LA PROMOZIONE
DELL’INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI STUDENTI CON DISABILITÀ A NORMA
DELL’ ARTICOLO 1, COMMI 180, 181, LETTERA C), DELLA LEGGE 13 LUGLIO 2015,
N.I07
VISTI gli articoli 3, 30, 31, 32, 33, 34,76, 87 e 117 della Costituzione;
VISTA la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo
opzionale, fatta a New York il 13dicembre 2006;
VISTA la legge 3 marzo 2009, n. 18 recante “Ratijìca ed esecuzione della Convenzione delle
Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il
J3 dicembre 2006 e istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con
disabilità”;
VISTA la legge 23 agosto 1988, n. 400, recante “Disciplina dell’attività di Governo e ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri”, e successive modijìcazioni, ed in particolare l/articolo
14″;
VISTA la legge 13 luglio 2015 n.107 recante “Riforma del sistema nazionale di istruzione e
formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, ed in particolare il
comma 181 lettera cr;
VISTA la legge 5 ottobre 1990, n. 295 recante “Modijìche ed integl’azioni all’articolo 3 del
decreto-legge 30 maggio 1988, n. 173, convertito, con modijìcazioni, dalla legge 26 luglio 1988, n.
291, e successive modijìcazioni, in materia di revisione delle categorie delle minorazioni e malattie
invalidanti” ed in particolare l’articolo l”;
VISTA la legge 5 febbraio 1992 n.l04, recante legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale
e i diritti delle persone handicappate;
VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, recante approvazione del testo unico delle
disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, e successive modificazioni;
VISTO il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 recante “Conjèrimento di funzioni e compiti
amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge J5
marzo 1997, n. 59”, ed in particolare gli articoli 139 e seguenti;
VlSTA la legge 8 novembre 2000, n. 328, recante legge quadro per la realizzazione del sistema
integrato di interventi e servizi sociali;
VISTA la legge lO marzo 2000, n. 62, recante “Nonne per la parità scolastica e disposizioni sul
diritto allo studio e all’istruzione”;
VISTO il decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, recante “Norme generali e livelli essenziali
delle prestazioni sul secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione”;
VISTO il decreto-legge I luglio 2009, n. 78 recante “Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di
termin””, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, ed in paliicolare
l’articolo 20;
VISTA la legge 8 ottobre 2010 n.170 recante “Norme in materia di disturbi specifici di
apprendimento in ambito scolastico”;
VISTO il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione
finanziaria e di competitività economica”, convel1ito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,
n. 122, ed in palticolare l’articolo lO;
VISTO il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione
finanziaria” convertito con modiflcazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 H, ed in particolare
l’articolo 19;
VISTO il decreto-legge 12 settembre 2013. 11. 104 recante “Misure urgenti in materia di
ish’uzione, università e ricerca”;
VISTA la legge 7 aprile 2014, n. S6 recante “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province,
sulle unioni e filsioni di comuni”;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 recante “Attuazione della,
delega di cui all’art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382”;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994 recante “Alto di Indirizzo e
coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di
handicap”;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 27S, concernente regolamento
recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89, recante “Revisione
dell’assetto ordinamenta/e, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di
istruzione ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modiflcazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 81 recante “Norme per la
riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della
scuola, ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112″ convertito,
con modiflcazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”.
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica IS marzo 2010, n. 87, che adotta il “Regolamento
recante norme concernenti il riordino degli istituti, professionali ai sensi dell’articolo 64, comma 4,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modiflcazioni, dalla legge 6 agosto 2008,
n. 133 “;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica l S marzo 2010, n. 88, dì adozione del
Regolamento recante “Norme per il riordino degli istituti tecnici a norma dell’articolo 64, comma
4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133”;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica IS marzo 2010, n. 89, che adotta il “Regolamento
recante revisione dell’assetto ordinamenta/e, organizzativo e didattico dei licei a norma
dell’articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 “;
VISTO il decreto del Ministro dell’Ish’Uzione, dell’Università e della Ricerca lO settembre 2010, n.
249.
VISTA la Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF)
dell’Organizzazione mondiale della sanità, approvata con risoluzione dell’Assemblea mondiale della
sanità il 22 maggio 2001;
VISTA la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del ………;
ACQUISITO il parere della Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281 espresso nella seduta del ………………… ..
ACQUISITI i pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili
fmanziari;
VISTA la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del. ………………;
SULLA PROPOSTA del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concelto con il
Ministro per la Semplificazione e la Pubblica amministrazione e con il Ministro dell’economia e
delle finanze;
EMANA
il seguente decreto legislativo
CAPO I
PRINCIPI GENERALI
Articolo l
(principi e finalità)
l. L’inclusione scolastica riguarda tutti gli alunni e gli studenti, risponde ai differenti bisogni
educativi e si realizza attraverso strategie educative e didattiche finalizzate allo sviluppo
delle potenzialità di ciascuno.
2. L’inclusione scolastica si realizza nell’identità culturale, educativa, progettuale,
nell’organizzazione e nel curricolo delle Istituzioni scolastiche nonché attraverso la
defmizione e la condivisione del progetto inclusivo fra scuole, famiglie e altri soggetti,
pubblici e privati, operanti sul territorio.
3. L’inclusione scolastica è impegno fondamentale di tutte le componenti della comunità
scolastica le quali, nell’ambito degli specifici ruoli e responsabilità, concorrono ad
assicurare iI successo fOlmativo degli alunni e degli studenti.
Al’ticolo 2
(Ambito di applicazione)
l. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano esclusivamente agli alunni e agli
studenti con disabilità certificata ai sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104,
al fme di promuovere e garantu’e il diritto all’educazione, all’istruzione e alla formazione sin
dalla scuola dell’infanzia.
2. Per gli alunni e gli studenti di cui al comma l, Pinclusione scolastica è attuata attraverso la
definizione e la condivisione del Piano Educativo Individualizzato di cui all’articolo Il
palte integrante del progetto individuale di cui all’articolo 14 della legge 8 novembre 2000,
n. 328, come modificato dal presente decreto.
CAPO il
PRESTAZIONI E INDICATORI DI QUALITÀ DELL ‘INCLUSIONE SCOLASTICA
Articolo 3
(prestazioni e competenze)
I. Lo Stato, )e Regioni e gli Enti locali ai sensi della normativa vigente perseguono il
raggiungimento delle prestazioni per l’inclusione scolastica degli alunni e degli studenti di cui
all’articolo 2, comma 1.
2. Lo Stato provvede, per il tramite dell’Amministrazione scolastica:
a) all’assegnazione nella scuola statale, dei docenti per il sostegno didattico, al fme di
assicurare il diritto all’educazione e all’istruzione degli alunni e degli studenti di cui al
comma 1, dell’articolo 2 del presente decreto;
b) all’assegnazione, dei colJaboratori scolastici nella scuola statale, per lo svolgimento dei
compiti di assistenza previsti dal profilo professionale;
c) alla defmizione dell’organico del personale ATA, tenendo conto tra i criteri per il riparto
delle risorse professionali, della presenza di alunni e di studenti con disabilità certificata
presso ciascuna Istituzione scolastica statale, fermo restando il limite alla dotazione
organica di cui all’articolo 19, comma 7, del decreto legge n. 98 del 2011 come
rideterminata dalla normativa vigente;
d) alla costituzione delle sezioni per la scuola deWinfanzia e delle classi prime per ciascun
grado di istruzione, in modo da consentire, di norma, la presenza di non più di 22 alunni
ove siano presenti studenti con disabilità certificata, fermo restando il numero minimo di
alunni o studenti per classe, ai sensi della normativa vigente;
e) ad assegnare alle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione un contributo
economico, parametrato al numero degli alunni e studenti con disabilità accolti e della
percentuale di alunni con disabilità rispetto al numero complessivo degli alunni
frequentanti.
3. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono apportate le
necessarie modificazioni al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
giugno 2009, n. 119, e successive modificazioni, al fme di adeguare i criteri e parametri di
riparto dell’organico del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) per l’attuazione
di quanto previsto al comma 2, lettera c).
4. Con intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, sono individuati i criteri per una progressiva uniformità su tutto il telTitorio nazionale
della definizione dei profili professionali del personale destinato all’assistenza educativa e
all’assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale, anche attraverso la previsione di
specifici percorsi formativi propedeutici allo svolgimento dei compiti assegnati, fermi restando
gli ambiti di competenza della contrattazione collettiva e nel limiti dell’autorizzazione di spesa
di cui all’articolo l, comma 947, della legge 28 dicembre 2015 n. 208 e delle altre risorse al
medesimo fine disponibili a legislazione vigente.
5. Gli Enti locali, nel rispetto della ripartizione delle competenze prevista dall’articolo 1, comma
85 e seguenti della legge 7 aprile 2014, n. 56, provvedono ad assicurare nei limiti delle risorse
disponibili:
a) l’assegnazione del personale dedicato all’assistenza educativa e all’assistenza per
l’autonomia e per la comunicazione personale, come previsto dall’articolo 13, comma 3,
della legge n. 104 del 1992;
b) i servizi per il trasporto per l’inclusione scolastica come garantiti dall’articolo 8, comma l,
lettera c) della legge n. 104 del 1992 ed esercitati secondo la ripartizione delle competenze
stabilite dall’articolo 26 della legge n. 104 del 1992, dall’articolo 139, comma 1, lettera c)
del decreto legislativo n. 112 del 1998;
c) l’accessibilità e la fruibilità degli spazi fisici delle istituzioni scolastiche statali di cui
all’articolo 8, comma l, lettera c) della legge 11. 104 del 1992 ed aWa11icoio 2, comma l,
lettera b) della legge 11 gennaio 1996 n. 23.
6. Ai sensi dall’articolo 315, comma 1, lettera b) del decreto legislativo n. 297 del 1994 ed
aWat1icoio 13, comma 4, della legge n. 104 del 1992, lo Stato, le Regioni e gli Enti locali
garantiscono l’accessibilità e la fruibiJità dei sussidi didattici, degli strumenti tecnologici e
digitali necessari a supporto dell’inclusione scolastica agli alunni e agli studenti con disabilità.
Articolo 4
(Valutazione della qualità del/ ‘inclusione scolastica)
1. La valutazione della qualità dell’inclusione scolastica è parte integrante del procedimento di
valutazione delle istituzioni scolastiche previsto dall’articolo 6 del regolamento di cui al Decreto
del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n.80.
2. L’INV ALSI, in fase di predisposizione dei protocolli di valutazione e dei quadri di riferimento
dei rapporti di autovalutazione, definisce gli indicatori per la valutazione della qualità
dell’inclusione scolastica, sulla base dei seguenti criteri:
a) qualità del Piano per l’inclusione scolastica di cui all’articolo lO;
b) realizzazione di percorsi per la personalizzazione, individualizzazione e differenziazione
dei processi di educazione, istruzione e formazione, deflniti ed attivati dalla scuola, in
funzione delle caratteristiche specifiche degli alunni e degli studenti, livello di
coinvolgimento dei diversi soggetti nell’elaborazione del Piano per l’inclusione di cui
all’articolo lO e nell’attuazione dei processi di inclusione;
c) realizzazione di iniziative finalizzate alla valorizzazione delle competenze professionali del
personale scolastico incluse le specifiche attività formative;
d) utilizzo di stmmenti e criteri condivisi per la valutazione dei risultati di apprendimento
degli alunni e degli studenti, anche attraverso il riconoscimento delle differenti modalità di
comunicazione;
e) grado di accessibilità e di fmibilità delle risorse, attrezzature, stmtture e spazi.
CAPO m
PROCEDURE DI CERTIFICAZIONE PER L’INCLUSIONE SCOLASTICA
Articolo 5
(Certificazione e Valutazione diagnostico-fimzionale)
]. La valutazione diagnostico-funzionale sostituisce la diagnosi funzionale ed il profilo
dinamico funzionale. A tal fine, all’articolo 12 della legge n. 104 del 1992 sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) il comma 5 è sostituito dal seguente: “5. All’accertamenlo della condizione di
disabilità degli alunni e degli studenti ai sensi dell’articolo 3, fa seguito una
valutazione diagnostico.funzionale di natura bio-psico-sociale della disabilità ai
fini dell ‘inclusione scolastica, utile per la formulazione del Piano Educativo
Individualizzato (PEl) che è parte integrante del progetto individuale di cui
all’articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328.”;
b) i commi 6, 7 e 8 sono soppressi.
2. Al fme di un’ottimizzazione delle procedure, per una efficace e omogenea distribuzione e
razionalizzazione delle risorse a livello nazionale, con decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri, su proposta del Ministro della salute di concerto con il Ministro dell’istruzione,
dell’università e della ricerca, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro
dell’economia e delle finanze, il Ministro per gli affari regionali e le autonomie, previa
intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province
autonome di Trento e Bolzano di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n.
281, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
sono defmiti:
a) i criteri, i contenuti e le modalità di redazione del documento di accertamento della
disabilità in età evolutiva, secondo la Classificazione Statistica Intemazionale delle
Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati (lCD) dell’Organizzazione Mondiale della
Sanità;
b) i criteri, i contenuti e le modalità di redazione della valutazione diagnostico – funzionale,
secondo la Classificazione Intemazionale del Funzionamento, della Disabilità e della
Salute (ICF) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
3. AI fme di garantire prestazioni omogenee sul territorio nazionale e le conseguenti modalità
attuative, l’INP8, in accordo con il Ministero della Salute, previa intesa in sede di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di
Trento e Bolzano di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n. 281, fissa le
linee guida contenenti i criteri per la definizione e la redazione della documentazione del
medico-specialista di cui all’articolo 7, comma 2, lettera a), del presente decreto.
Articolo 6
(Commissioni mediche)
1. AI fme di conseguire un’efficace struttur3zione del percorso diagnostico e per garantire una
corretta valutazione nell’ambito dell’accertamento della condizione di disabilità in età
evolutiva dell’alunno, all’articolo 4, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 è aggiunto, in fiue,
il seguente periodo: «Nel caso in cui gli accertamenti riguardino soggetti in età evolutiva,
le Commissioni Mediche di cui alla legge 15 ottobre 1990, n. 295, sono composte da un
medico specialista in medicina legale che assume le funzioni di presidente e da due medici,
dei quali uno scelto h’a gli specialisti in pediatria e l’alh’o tra gli specialisti in
neuropsichiaMa i,yanlile. Le Commissioni sono obbligatoriamente integrate dal medico
lNPS come previsto dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, art. 19, comma 11″.
2. Ai fmi della predisposizione della valutazione diagnostico-funzionale di cui aU’articolo 5,
le Commissioni di cui al comma l, come modificate dal presente articolo, sono integrate,
nell’ambito delle risorse disponibili a legislazione vigente, da un terapista della
riabilitazione, un operatore sociale e da un rappresentante deWAmministrazione scolastica
con specifiche competenze in materia di disabilità, nominato dall’Ufficio scolastico
regionale competente per tetritorio e scelto tra i docenti impegnati in progetti e convenzioni
di rilevanza culturale e didattica, di cui alParticolo l, comma 65, della legge 13 luglio del
2015 n. 107.
3. Le Commissioni mediche, come integrate al comma 2, ai fini della elaborazione e della
realizzazione del progetto individuale di cui all’articolo 14 della legge n. 328 del 2001,
come modificato dal presente decreto:
a) individuano per ciascun soggetto e successivamente alla predisposizione della
valutazione diagnostico-funzionale, le tipologie di prestazioni sociali e sanitarie e le
quantificano;
b) accertano il diritto al sostegno didattico, fermo restando quanto previsto ai commi 4
e 5 del presente articolo.
4. L’individuazione e la quantificazione di cui al comma 3, lettera a) e il fabbisogno
assistenziale e per il trasporto nonché l’accertamento del diritto di cui al comma 3, lettera
b), sono effettuati esclusivamente sulla base della valutazione diagnostico-funzionale che è
distinta dall’accertamento della condizione di disabilità di cui agli articoli 3 e 4 della legge
n. 104 del 1992.
5. La proposta relativa alla quantificazione delle risorse di sostegno didattico è effettuata dal
gruppo inclusione territoriale (GIT) ai sensi dell’articolo 15, comma 3, della legge n. 104
del 1992 come modificato dal presente decreto.
6. I documenti elaborati dalla Commissione SOIlO aggiornati al passaggio di ogni grado di
istruzione, inclusa la scuola dell’infanzia, nonché in presen7.a di condizioni nuove e
sopravvenute in relazione all’evoluzione della persona.
A11icolo 7
(procedura per l’inclusione scolastica degli alunni e degli studenti con disabilità)
l. La domanda per l’accertamento della disabilità ai fmi dell’inclusione sociale e scolastica di
cui aUa legge n. 104 del 1992, è presentata ali ‘INPS secondo modalità che ne consentano la
gestione prioritaria e la calendarizzazione dell’accertamento entro 30 giorni dalla data di
presentazione della domanda. Le Commissioni mediche, come modificate dal presente
decreto, effettuano gli accertamenti di competenza e redigono i documenti di cui agli
articoli 5 e 6, entro trenta giorni dalla data di calendarizzazione delPacceltamento.
2. La procedura per l’inclusione scolastica si esplica nelle fasi in ordine di sequenza, di
seguito indicate:
a) presentazione da parte del medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, in
via telematica e su richiesta dei genitori o del soggetto con responsabilità
genitoriale, della domanda di accertamento della condizione di disabilità; la
domanda deve essere corredata dalla documentazione del medico specialista, redatte
ai sensi di quanto previsto dall’articolo 5, comma 3;
b) accertamento della condizione di disabilità, redazione della valutazione diagnosticofunzionale,
individuazione e quantificazione di quanto previsto all’articolo 6,
comma 3, da parte della Commissione e successiva trasmissione ai genitori della
documentazione;
c) trasmissione della documentazione a cura dei genitori all’Istituzione scolastica
nonché al competente Ente locale ai fmi della elaborazione, rispettivamente, del
Piano Educativo Individualizzato di cui all’articolo Il, e del Progetto individuale
ove richiesto dai genitori;
d) elaborazione del Progetto Individuale da parte dell’Ente locale e trasmissione
all’Istituzione scolastica;
e) invio, a cura del Dirigente scolastico al Gruppo Territoriale Inclusione (GIT) di cui
alParticolo 15 della legge n. 104 del 1992, come modificato dal presente decreto, ai
fmi della proposta delle risorse per il sostegno didattico, dei seguenti documenti:
l) i documenti elaborati di cui agli articoli 5 e 6;
2) Progetto individuale;
3) piano per l’inclusione di cui all’alticolo lO;
f) elaborazione del Piano Educativo Illdividualizzato (pEn da parte dell’Istituzione
scolastica.
CAPO IV
ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA PER L’ASSEGNAZIONE DELLE RISORSE
Articolo 8
(Gruppo per l’inclusione territoriale)
h L’articolo 15 della legge 5 febbraio 1992 n. 104, è sostituito dal seguente:
Articolo 15
(Gruppo per l’inclusione territoriale)
H 1. Per ciascuno degli Ambiti Territoriali di cui ali ‘articolo 1, comma 66, della legge 13 lugliò
2013, n. 107, è istituito il Gruppo per l’inclusione tel’l’itoriale (GIT). Il GIT è composto da un
Dirigente tecnico o un Dirigente scolastico che lo presiede, tre Dirigenti scolastici dell’ambito
territoriale; due docenti, uno per la scuola dell ‘infanzia e il primo ciclo di ist1’uzione e uno per il
secondo ciclo di iSh’uzione, nominati con decreto del dirigente preposto al/ ‘Ufficio Scolastico
Regionale (USR) o di un suo delegato. Il GIT, in qualità di organo tecnico, sulla base delle
valutazioni diagnostico:fìmzionali, del progetto individuale e del Piano per l’inclusione trasmessi
dalle singole Istituzioni scolastiche statali, propone ali ‘USR la quantificazione delle risorse di
sostegno didattico per l’inclusione da assegnare a ciascuna scuola; l’assegnazione definitiva delle
predette risorse è effettuata dali ‘USR nell ‘ambito delle risorse dell’organico dell’autonomia per i
posti di sostegno,
2, Le modalità difunzionamento, la sede, la durata, nonché l’assegnazione di ultel’iorifunzioni per
il supporto ali ‘inclusione scolastica del GIT, sono definite dal Ministero dell’istruzione,
dell ‘università e della ricerca nell ‘ambito delle risorse umane e finanziarie disponibili.”
CAPO V
PROGRAMMAZIONE E PROGETTAZIONE DELL ‘INCLUSIONE
Articolo 9
(II Progetto individuale)
l. Il Piano Educativo Individualizzato è parte integrante del Progetto individuale. A tal fine,
all’articolo 14, comma 2, della legge 8 novembre 2000, n, 328, dopo le parole “valutazione
diagnostico1unzionale” S0l10 aggiunte le seguenti: “, il Piano Educativo Individualizzato a
cura delle Istituzioni scolastiche”.
Articolo lO
(Piano per l’inclusione)
1. Il dirigente scolastico, sulla base delle direttive generali fissate dal Ministro dell’istruzione,
dell’università e della ricerca, elabora la proposta di Piano per l’Inclusione riferito a tutti gli
alunni e gli studenti. Il Piano, deliberato dal collegio dei docenti, indica le barriere ed i
facilitatori del contesto di riferimento nonché gli interventi di miglioramento della qualità
dell’inclusione scolastica ed è parte integrante del Piano Triennale dell’Offerta formativa. Il
Piano per l’inclusione è attuato nei limiti delle risorse fmanziarie, umane e strumentali
disponibili previste a legislazione vigente.
Articolo 11
(11 Piano Educativo Individualizzato)
1. Il PiallO Educativo Individualizzato (PEI) di cui all’articolo l2, comma 5, della legge 5
febbraio 1992, n. 104, come modificato dal pl’esente decreto, è elaborato ed approvato dai
docenti contitolari o dall’intero consiglio di classe, tenuto conto della certificazione e della
valutazione diagnostico-funzionale e del progetto individuale. La redazione avviene
all’inizio dell’anno scolastico con la collaborazione dei genitori o del soggetto con
responsabilità genitoriale, delle risorse professionali specifiche assegnate alla classe nonché
degli operatori socio sanitari.
2. Il PEI realizza l’inclusione scolastica nelle dimensioni dell’apprendimento, della relazione,
della socializzazione, della comunicazione e dell’interazione specificando tutti gli elementi
necessari alla predisposizione di un ambiente di apprendimento adeguato. Individua gli
strumenti per l’effettivo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro, assicurando la
partecipazione dei soggetti coinvolti nel progetto di inclusione.
Articolo 12
(Ruoli per il sostegno didattico)
l. Nell’ambito dei ruoli di cui all’articolo 1, comma 66, della legge n. 107 del 2015 sono
istituite, per ciascun grado di istruzione, inclusa la scuola dell’infanzia, le sezioni dei
docenti per il sostegno didattico.
2. I docenti assunti a tempo indeterminato sui posti di sostegno, in possesso dei requisiti e
comunque nel limite dei posti vacanti e disponibili dell’organico dell’autonomia, possono
chiedere il passaggio sui posti comuni, trascorsi dieci anni scolastici di appartenenza nelle
sezioni dei docenti per il sostegno didattico di cui al comma 1. Ai (mi del computo della
permanenza di cui al periodo precedente è considerato anche il servizio prestato sul posto di
sostegno in epoca antecedente all’assunzione in ruolo a tempo ìndeterminato, purché il
predetto servizio sia stato svolto in costanza del possesso dello specifico titolo di
specializzazione.
CAPO VI
FORMAZIONE INIZIALE DEI DOCENTI PER IL SOSTEGNO DIDATIICO
Articolo 13
(Corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella
scuola dell’infanzia e nella scuola primaria)
l. La specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità nella
scuola dell’infanzia e nella scuola primaria si consegue attraverso il corso di
specializzazione di cui al comma 2.
2. Il corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno
didattico e l’inclusione scolastica:
a) è annuale e prevede l’acquisizione di 60 crediti formativi universital’i, comprensivi
di almeno 300 ore di tirocinio, pari a 12 crediti formativi universitari.
b) è attivato presso le Università autorizzate dal Ministero dell’istruzione,
dell’università e della ricerca nelle quali S0110 attivi i corsi di laurea a ciclo unico in
Scienze della Formazione Primaria;
c) è programmato a livello nazionale dal Ministero dell’istruzione, dell’università e
della ricerca in ragione delle esigenze e del fabbisogno del sistema nazionale di
istruzione e formazione;
d) l’accesso al corso è subordinato al superamento di una prova predisposta dalle
Università;
3. A decorrere dall’anno 2019, accedono al corso esclusivamente gli aspiranti in possesso
della laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della Formazione Primaria che abbiano
conseguito ulteriori 60 crediti formativi universitari relativi alle didattiche dell’inclusione
oltre a quelli già previsti nel corso di laurea. Ai fini del conseguimento dei predetti 60 CFU,
potranno essere riconosciuti i crediti formativi universitari eventualmente conseguiti dai
predetti laureati magistrali in relazione ad insegnamenti nonché a crediti formativi
universitari ottenuti in sede di svolgimento del tirocinio e di discussione di tesi attinenti al
sostegno e all’inclusione.
4. La positiva conclusione del corso di cui al comma 2 è titolo per l’insegnamento sui posti di
sostegno della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.
5. Con decreto del Ministro dell’fstruzione, dell’Università e della Ricerca, da adottare ai
sensi dell’al1icolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 da emanarsi entro 120
giol’lli dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono definiti ì piani di studio, le
modalità attuative e quelle organizzative del corso di specializzazione in pedagogia e
didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica e dei crediti
formativi necessari per l’accesso al medesimo corso di specializzazione.
Articolo 14
(Corso di specializzazione per le artività di soslegno didattico agii studenli con disabilità nella
scuola secondaria di primo e secondo grado)
l. Nelle more dell’entrata in vigore del decreto legislativo attuativo della delega di cui
all’articolo l, comma 181, lettera b) della legge 13 luglio 2015 n. 107, la specializzazione
per le attività di sostegno didattico agli studenti con disabilità nella scuola secondaria di
primo e secondo grado si consegue attraverso la frequenza del corso di specializzazione in
pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica.
2. Il corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno
didattico e l’inclusione scolastica è attivato presso le Università autorizzate dal Ministero
dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Il corso è annuale e prevede l’acquisizione di
60 crediti formativi universitari, comprensivi di almeno 300 ore di tirocinio, pari a 12
crediti formativi universitari.
3. Il corso di specializzazione in pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno
didattico e l’inclusione scolastica è programmato a livello nazionale dal Ministero
dell’istruzione, dell’università e della ricerca tenendo conto delle esigenze e del fabbisogno
del sistema nazionale di istruzione e formazione. L’accesso al corso è subordinato al
superamento di una prova di accesso predisposta dalle Università.
4. A decorrere dal 2019 accedono al corso esclusivamente gli aspiranti in possesso dei
requisiti di accesso previsti dalla normativa vigente per l’insegnamento nella scuola
secondaria di primo e secondo grado che abbiano conseguito 60 crediti formativi
universitari relativi alle didattiche dell’inclusione, acquisiti esclusivamente presso
l’Università.
5. Con il decreto di cui all’al1icolo 13, comma 5, sono definiti i piani di studio, le modalità
attuative e quelle organizzative del corso di specializzazione in pedagogia e didattica
speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica nella scuola secondaria
di primo e secondo grado.
CAPO VII
ULTERIORI DISPOSIZIONI
Articolo 15
(Formazione in servizio del personale della scuola)
1. Nell’ambito del piano nazionale di fOlmazione di cui all’articolo 1, comma 124, della legge
n. 107 del 2015, e con le risorse disponibili, il piano nazionale di formazione garantisce le
necessarie attività formative per la piena realizzazione degli obiettivi di cui al presente
decreto nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili.
2. Le istituzioni scolastiche, nell’ambito della definizione del piano di formazione inserito nel
Piano Triennale dell’Offerta Formativa, individuano le attività rivolte ai docenti delle classi,
in pat1icolare in cui sono presenti alunni e studenti con disabilità certificata” anche in
relazione alle scelte pedagogiche, metodologiche e didattiche inclusive e coerenti con i
piani degli studi personalizzati.
3. Il piano di cui al comma l individua, nell’ambito delle risorse disponibili, anche le attività
fonnative per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario al fme di sviluppare, in
coerenza con i profili professionali, le competenze sugli aspetti organizzativi, educativorelazionali,
sull’assistenza di base, in relazione all’inclusione scolastica. 11 personale ATA è
tenuto a partecipare periodicamente alle suddette iniziative formative.
4. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca definisce le modalità della
formazione in ingresso e in servizio dei dirigenti scolastici sugli aspetti pedagogici,
organizzativi e gestionali, giuridici e didattici dell’inclusione scolastica.
Articolo 16
(Con/inuità didallica)
I. La continuità educativa e didattica per gli alunni e gli studenti con disabilità celtificata è
garantita dal personale della scuola, dal piano di inclusione e dal progetto educativo
individualizzato.
2. Per valorizzare le competenze professionali e garantire la piena attuazione del piano
annuale di inclusione, il Dirigente scolastico propone ai docenti dell’organico
dell’autonomia di svolgere anche attività di sostegno didattico, purché in possesso della
specifica specializzazione, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 1, commi 5 e 79,
della legge 13 luglio del 2015 n. 107.
3. Al fme di agevolare la continuità educativa e didattica di cui al comma l e valutato, da
parte del dirigente scolastico, l’interesse dell’alunno e dello studente, può essere proposto,
non prima dell’avvio del1e lezioni, ai docenti con contratto a tempo determinato per i posti
di sostegno didattico, e fenna restando la disponibilità dei posti e le operazioni relative al
personale a tempo indeterminato, un ulteriore contratto a tempo determinato per l’anno
scolastico successivo, fermo restando quanto previsto dall’articolo l, comma 131, della
citata legge n. 107 del 2015.
Articolo 17
(Osserva/orio permanente pelO / ‘inclusione scolastica)
l. E’ istituito presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della l’icerca, l’Osservatorio
permanente per l’inclusione scolastica che si raccorda con l’Osservatorio nazionale sul1a
condizione delle persone con disabilità.
2. L’osservatorio di cui al comma l svolge i seguenti compiti:
a) analisi e studio delle tematiche relative all’inclusione degli alunni e degli studenti
con disabilità a livello nazionale e internazionale;
b) monitoraggio delle azioni per l’inclusione scolastica;
c) proposte di accordi inter-istituzionali per la realizzazione del progetto individuale di
inclusione;
d) proposte di sperimentazione in materia di innovazione metodo logico-didattica e
disciplinare.
3. L’Osservatorio è presieduto dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca o da
un suo delegato, ed è composto dai rappresentanti delle Associazioni delle persone con
disabilità maggiormente rappresentative sul territorio nazionale nonché da altri soggetti
pubblici e privati, comprese le istituzioni scolastiche, individuati da! Minist1’O
dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
4. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da emanare enfl’O
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono
detenninate le modalità di funzionamento e la durata dell’Osservatorio.
5. DalPattuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico
della frnanza pubblica.
Articolo 18
(Istruzione domiciliare)
1. Le istituzioni scolastiche, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, gli Enti locali
e le aziende sanitarie locali individuano azioni per garantire il diritto all’istruzione agli
alunni e agli studenti per i quali sia accertata l’impossibilità della frequenza scolastica per un
periodo non inferiore a trenta giorni di lezione, anche non continuativi, a causa di gravi
patologie certificate anche attraverso progetti che possono avvalersi dell’uso delle nuove
tecnologie.
2. Alle attività di cui al comma l, si provvede nell’ambito delle risorse frnanziarie e
strumentali disponibili a legislazione vigente.
Articolo 19
(Abrogaziom)
l. A decorrere dal l settembre 2017, sono soppressi:
a) il primo, il secondo e il quarto periodo del comma 5, dell’articolo lO, del decretolegge
31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122. Conseguentemente, le disposizioni di cui al citato articolo lO, comma
5, del decreto-legge n. 78 del 2010, come modificato dal presente articolo, si
applicano anche alle commissioni di cui all’articolo 6, comma 1, del presente
decreto;
b) l’ultimo periodo dell’articolo 35, comma 7. della legge n. 289 del 2002.
2. All’articolo 13, comma 2-tel’. del decreto-legge n.104 del 2013, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128, ove ricorrono le parole “diagnosi
fimzionali”, sono sostituite dalle seguenti: “valutazioni diagnostico-funzionali”.
Conseguentemente, c011la medesima procedura individuata dal citato articolo 13, comma 2
ter del decreto legge n. 104 del 2013, sono apportate le necessarie modificazioni, anche
tenendo conto di quanto previsto dal presente decreto legislativo, al regolamento adottato
con decreto del Ministro dell’ istruzione, dell ‘università e della ricerca 28 luglio 2016, n.
162.
3. Continuano ad avere efficacia il decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 1994
pubblicato per la prima volta nella Gazzetta Ufficiale 6 aprile 1994 n. 79 e ripubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale 15 aprile 1994 n. 97 e il regolamento approvato con decreto del
Presidente del Consiglio dd Ministri del 23 febbraio 2006 n. 185, fino all’entrata in vigore
del decreto di cui aWarticolo 5, comma 2 del presente decreto legislativo.
4. L’articolo 13 del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’istl1lzione, dell’università e
della ricerca lO settembre 2010, Il. 249. è soppresso.
Articolo 20
(Decorrenze)
l. Le disposizioni di cui al Capo msi applicano a decorrere dal l settembre 2017 per le nuove
certificazioni ed i rinnovi a partire dall’anno scolastico 2018/2019; resta felma la previgente
disciplina per le certificazioni ed i rinnovi effettuati entro il 31 agosto 2017.
2. Le modifiche di cui all’articolo 8 si applicano a decorrere dalI settembre 2017.
3. Le disposizioni di cui agli articoli 13 e 14 si applicano a decorrere dall’anno accademico
2017/2018.
4. Le sezioni di cui alParticolo 12, comma 1, S0l10 istituite a decorrere dall’alIDo scolastico
2017/2018 ed in esse vi confluiscono tutti i docenti assunti a tempo indeteminato slli posti
di sostegno.
5. Il vincolo di pennanenza di cui all’articolo 12, comma 2, si applica al personale docente
assunto sui posti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico 2018/2019. AI personale
docente assunto a tempo indeterminato slIi posti di sostegno entro l’anno scolastico
2017/2018, continua ad applicarsi il vincolo quinquennale di permanenza sulla predetta
tipologia di posto.
Art. 21
(Copertura finanziaria)
1. Le attività di cui all’articolo 3, comma 2, sono svolte dall’organico dell’autonomia
esclusivamente nell’ambito dell’organico dei posti di sostegno, come determinato ai sensi
deIPart. 1, comma 75 della legge 13 luglio 2015 n. 107, con la procedura di assegnazione di
cui all’articolo 15, comma 3, della legge n. 104 del 1992, come modificato dal presente
decreto; per il profilo dei collaboratori scolastici, nell’ambito delle risorse umane e
finanziarie disponibili.
2. Le attività di cui all’articolo 3, comma 2, lettere c) d) ed e) sono svolte nell’ambito delle
risorse disponibili.
3. Ai componenti della Commissione Medica di cui all’articolo 6, nella composizione prevista
ai commi l e 2, ed i componenti dei gruppi per l’inclusione scolastica di cui all’articolo 8 ed
ai componenti dell’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica di cui all’articolo 17
non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborsi di spese e qualsivoglia
altro emolumento.
4. Agli oneri derivanti dall’atticolo 8 pari ad euro 3.32 milioni nelPanno 2017 e ad euro 9.95
milioni a decorrere dall’anno 2018, si provvede, mediante corrispondente riduzione del
fondo di cui all’articolo l, comma 202, della legge 13 luglio 2015, n. 107.
5. Dall’attuazione delle restanti disposizioni del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della fmanza pubblica.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti
. normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di jàrlo
osservare.

 

SCHEMA DI PARERE PROPOSTO DALLA RELATRICE

SULL’ATTO DEL GOVERNO N. 378

 

La Commissione, esaminato, ai sensi dell’articolo 1, commi 180, 181, lettera c), e 182, della legge 13 luglio 2015, n. 107, lo schema di decreto legislativo in titolo;

 

affermato il principio generale secondo cui l’inclusione scolastica riguarda tutti gli alunni e gli studenti, risponde ai differenti bisogni educativi e si realizza attraverso strategie educative e didattiche finalizzate allo sviluppo delle potenzialità di ciascuno;

 

considerato che il provvedimento individua, in particolare, i soggetti beneficiari negli alunni e negli studenti con disabilità certificata ai sensi di legge nonché le prestazioni per la loro inclusione scolastica effettuando una ricognizione dei compiti già assegnati, in base alla normativa vigente, a ciascun ente istituzionalmente preposto a garantire il diritto-dovere all’istruzione degli alunni e degli studenti con disabilità;

 

tenuto conto che l’inclusione scolastica si qualifica quale elemento portante dei processi di valutazione e di autovalutazione delle scuole, nell’ambito del Sistema nazionale di valutazione;

 

tenuto conto dei pareri espressi dalle Commissioni consultate, nonchè dalla Conferenza unificata;

 

esprime parere favorevole con le seguenti condizioni:

 

  1. nelle premesse, occorre menzionare la legge n. 112 del 2016 nonché la legge n. 4 del 2004;

 

  1. all’articolo 1, si reputa opportuno apportare le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, sostituire le parole: “tutti gli alunni e gli studenti” con le seguenti: “tutte le bambine e i bambini, le alunne e gli alunni, le studentesse e gli studenti” e aggiungere infine le seguenti parole: “nel rispetto del diritto all’autodeterminazione, nella prospettiva della migliore qualità di vita”;
  3. al comma 2, sostituire le parole: “progetto inclusivo” con le seguenti: “progetto individuale”;
  4. dopo il comma 3, aggiungere il seguente: “3-bis. Il presente decreto promuove la partecipazione delle famiglie degli alunni e degli studenti con disabilità nonché delle associazioni di riferimento, individuandole quali interlocutori dei processi di inclusione scolastica e sociale.”;

 

  1. all’articolo 2, si ritiene necessario apportare le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, sostituire le parole: “agli alunni e agli studenti” con le seguenti: “alle bambine e ai bambini, alle alunne e agli alunni, alle studentesse e agli studenti”;
  3. al comma 2, sopprimere le parole: ” Per gli alunni e gli studenti di cui al comma 1″;
  4. al comma 2, sostituire le parole: “di cui all’articolo 11” con le seguenti: “quale”;

 

  1. all’articolo 3, si ritengono necessarie le seguenti modificazioni:
  2. al comma 1, sopprimere le parole: “degli alunni e degli studenti di cui all’articolo 2, comma 1.”;
  3. sostituire il comma 2 con il seguente: “2. Lo Stato provvede, per il tramite dell’Amministrazione scolastica:
  4. a) all’assegnazione nella scuola statale dei docenti per il sostegno didattico, al fine di assicurare il diritto all’educazione e all’istruzione;
  5. b) alla definizione dell’organico del personale ATA, tenendo conto tra i criteri per il riparto delle risorse professionali, della presenza di bambini, alunni e studenti con disabilità certificata presso ciascuna istituzione scolastica statale, fermo restando il limite alla dotazione organica di cui all’articolo 19, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, come rideterminata dalla normativa vigente;
  6. c) all’assegnazione dei collaboratori scolastici nella scuola statale, per lo svolgimento dei compiti di assistenza previsti dal profilo professionale, tenendo conto e rispettando il genere dei bambini, degli alunni e degli studenti, nell’ambito delle risorse disponibili e assegnate;
  7. d) ad assegnare alle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione un contributo economico, parametrato al numero degli alunni e studenti con disabilità accolti e della percentuale di alunni con disabilità rispetto al numero complessivo degli alunni frequentanti.”;
  8. sostituire il comma 3 con il seguente: “3. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, con regolamento da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono apportate le necessarie modificazioni al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 119, e successive modificazioni, al fine di adeguare i criteri e parametri di riparto dell’organico del personale amministrativo, tecnico ed ausiliario (ATA) per l’attuazione di quanto previsto al comma 2, lettere b) e c).”;
  9. al comma 4, sostituire le parole: “sessanta giorni” con le seguenti: “centottanta giorni” e le parole: “all’assistenza educativa e all’assistenza  per l’autonomia e la comunicazione personale,” con le seguenti: “all’assistenza per l’autonomia e alla comunicazione personale, in coerenza con le mansioni dei collaboratori scolastici di cui all’articolo 3, comma 2, lettera c), del presente decreto,”;
  10. al comma 5, alinea, dopo le parole: “7 aprile 2014, n. 56”, inserire le seguenti: “e dall’articolo 1, comma 947, della legge 28 dicembre 2015, n. 208”;
  11. al comma 5, sostituire la lettera a) con la seguente: “a)l’assegnazione del personale nonché gli interventi necessari per garantire l’assistenza per l’autonomia e per la comunicazione personale, come previsto dall’articolo 13, comma 3, della legge n. 104 del 1992, in coerenza con le mansioni dei collaboratori scolastici di cui all’articolo 3, comma 2, lettera c), del presente decreto;”;
  12. al comma 5, lettera b), si segnala che il riferimento normativo corretto è “articolo 8, comma 1, lettera g)” della legge n. 104 del 1992;
  13. al comma 6 (erroneamente riportato come comma 5 nel testo del decreto) sostituire le parole: “articolo 13, comma 4″ con le seguenti: ” articolo 13, comma 1, lettera b)” e aggiungere infine il seguente periodo: “Lo Stato individua, altresì, ulteriori specifiche misure per garantire quanto previsto dal presente comma.”;

 

  1. all’articolo 4:
  2. al comma 2, alinea, dopo le parole: “di autovalutazione,”, siano aggiunte le seguenti: “sentito l’Osservatorio per l’inclusione scolastica”;
  3. al comma 2, lettera a), le parole: “qualità del” siano sostituite dalle seguenti: “livello di inclusività del Piano Triennale dell’Offerta Formativa come concretizzato nel” e le parole: “di cui all’articolo 10” siano soppresse;
  4. al comma 2, lettera b), le parole: “di cui all’articolo 10” siano soppresse;
  5. al comma 2, lettera e), siano aggiunte in fine le seguenti parole: “e, in particolare, dei libri di testo adottati e dei programmi gestionali utilizzati dalla scuola.”;

 

  1. l’articolo 5 sia sostituito dal seguente:

“Art. 5

(Commissioni mediche. Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 104)

  1. La domanda per l’accertamento della disabilità in età evolutiva di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104 come modificata dal presente decreto, è presentata all’INPS che vi dà riscontro non oltre trenta giorni dalla data di presentazione.
  2. Alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, sono apportate le seguenti modificazioni:
  3. all’articolo 4 è aggiunto il seguente comma: “1-bis). Nel caso in cui gli accertamenti di cui al comma 1 riguardino persone in età evolutiva, le commissioni mediche di cui alla legge 15 ottobre 1990, n. 295, sono composte da un medico legale, che assume le funzioni di presidente e da due medici specialisti, uno dei quali in pediatria e l’altro in neuropsichiatria infantile o nella specializzazione inerente la condizione di salute del soggetto. Tali commissioni sono integrate da un assistente specialistico individuato dall’ente locale nonché dal medico INPS come previsto dall’articolo 19, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, fermo restando quanto previsto dall’articolo 1, commi 3 e 4, della citata legge n. 295 del 1990″;
  4. all’articolo 12, il comma 5 è sostituito dal seguente: “Successivamente all’accertamento della condizione di disabilità dei bambini, degli alunni e degli studenti ai sensi dell’articolo 3, è redatto un profilo di funzionamento secondo i criteri del modello bio-psico-sociale della Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (ICF) adottata dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ai fini della formulazione del progetto individuale di cui all’articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n. 328, nonché per la definizione del Piano educativo individualizzato (PEI)”. Conseguentemente sono soppressi i commi 6, 7 e 8.
  5. L’unità di valutazione multidisciplinare redige il profilo di funzionamento, di cui all’articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, come modificato dal presente decreto ed è composta da:
  6. un medico specialista della condizione di salute della persona o comunque da un esperto della patologia segnalata;
  7. uno specialista in neuropsichiatria infantile;
  8. un terapista della riabilitazione;
  9. un assistente sociale o un rappresentante dell’ente locale di competenza che ha in carico il soggetto.
  10. Il profilo di funzionamento di cui al comma 2:
  11. a)     è redatto con la collaborazione dei genitori del bambino, dell’alunno o dello studente con disabilità, nonché con la partecipazione di un rappresentante dell’amministrazione scolastica;
  12. b)     è il documento propedeutico e necessario  alla predisposizione del Progetto individuale e del Piano educativo individualizzato;
  13. c)     definisce anche le competenze professionali e la tipologia delle misure di sostegno e delle risorse strutturali necessarie per l’inclusione scolastica;
  14. d)     è aggiornato al passaggio di ogni grado di istruzione, a partire dalla scuola dell’infanzia, nonché in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona.
  15. I genitori o chi ne esercita la responsabilità trasmettono all’unità di valutazione multidisciplinare, all’istituzione scolastica e all’ente locale competente, la certificazione di disabilità, ai fini della predisposizione del profilo di funzionamento, del PEI e del Progetto individuale.
  16. Con decreto adottato su proposta del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e d’intesa con i Ministri della salute, del lavoro e delle politiche sociali, dell’economia e delle finanze, per gli affari regionali e le autonomie, sentito l’Osservatorio permanente per l’inclusione, previa intesa in sede di Conferenza Unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n. 281, da emanare entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono adottate le Linee guida per definire:
  17. a)     i criteri, i contenuti e le modalità di redazione della certificazione di disabilità in età evolutiva, secondo la Classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati (ICD) dell’OMS;
  18. b)     i criteri, i contenuti e le modalità di redazione del profilo di funzionamento, secondo la classificazione ICF dell’OMS.”;

 

  1. gli articoli 6, 7 e 8 siano soppressi;

 

  1. l’articolo 9 sia sostituito dal seguente:

“Art. 9

(Progetto individuale)

  1. Il Progetto individuale, di cui all’articolo 14, comma 2, della legge 8 novembre 2000, n. 328, è redatto sulla base del profilo di funzionamento dal competente ente locale, su richiesta e con la collaborazione dei genitori o di chi ne esercita la responsabilità.
  2. Le prestazioni di cui al Progetto individuale sono definite anche in collaborazione con le istituzioni scolastiche.”;

 

  1. l’articolo 10 sia sostituito dal seguente:

“Art. 10

(Piano educativo individualizzato)

  1. All’articolo 14, comma 2, della legge 8 novembre 2000, n. 328, dopo le parole: “valutazione diagnostico-funzionale”  sono aggiunte le seguenti: “, il Piano educativo individualizzato a cura delle istituzioni scolastiche”.
  2. Il Piano educativo individualizzato di cui all’articolo 12, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, come modificato dal presente decreto:
  3. a)              si basa sulla certificazione di disabilità e sul profilo di funzionamento;
  4. b)              individua strumenti, strategie e modalità per realizzare un ambiente di apprendimento nelle dimensioni della relazione, della socializzazione, della comunicazione, dell’interazione, dell’orientamento e delle autonomie;
  5. c)               definisce gli strumenti per l’effettivo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro, assicurando la partecipazione dei soggetti coinvolti nel progetto di inclusione;
  6. d)              indica le modalità di coordinamento degli interventi ivi previsti e la loro interazione con il Progetto individuale;
  7. e)               è elaborato ed è approvato dai docenti contitolari o dall’intero consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori o dei soggetti che ne esercitano la responsabilità, delle figure professionali specifiche interne ed esterne all’Istituzione scolastica che interagiscono con la classe e con l’alunno o studente con disabilità, e con il supporto dell’unità multidisciplinare;
  8. f)                è redatto entro l’inizio dell’anno scolastico di riferimento ed è aggiornato al passaggio a una classe successiva e al passaggio di ogni grado di istruzione, a partire dalla scuola dell’infanzia, nonché in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona;
  9. g)              è soggetto a verifiche periodiche nel corso dell’anno scolastico, al fine di accertare il raggiungimento degli obiettivi e apportare eventuali modifiche ed integrazioni.”;

 

  1. l’articolo 11 sia sostituito dal seguente:

“Art. 11

(Piano per l’inclusione della scuola)

  1. Il Piano per l’inclusione della scuola:
  2. a)              è parte integrante del piano triennale dell’offerta formativa;
  3. b)              definisce le modalità per l’utilizzo coordinato delle risorse, compresi  il superamento delle barriere e l’individuazione dei facilitatori del contesto di riferimento nonché per progettare e programmare gli interventi di miglioramento della qualità dell’inclusione scolastica;
  4. c)               è attuato nei limiti delle risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili previste a legislazione vigente.”;

 

  1. dopo l’articolo 11 siano aggiunti i seguenti:

“Art. 11-bis

(Gruppi per l’inclusione)

  1. L’articolo 15 della legge 5 febbraio 1992, n. 104 è sostituito dal seguente:

“Art. 15

  1. Presso ogni Ufficio scolastico regionale (USR) è istituito un Gruppo di lavoro interistituzionale regionale (GLIR), che ha compiti di:
  2. a)              consulenza e proposta al dirigente preposto all’USR per la definizione, l’attuazione e la verifica degli accordi di programma di cui agli articoli 13, 39 e 40 della presente  legge, integrati con le finalità di cui alla legge 13 luglio 2015, n. 107, con particolare riferimento alla continuità delle azioni sul territorio, all’orientamento e ai percorsi integrati scuola-territorio-lavoro;
  3. b)              supporto ai Gruppi per l’inclusione territoriale;
  4. c)               supporto alle reti di scuole, per la progettazione e la realizzazione dei Piani di formazione in servizio del personale della scuola.
  5. Il GLIR è presieduto dal dirigente preposto all’USR. Nell’ambito del decreto di cui al comma 3, è garantita la partecipazione paritetica dei rappresentanti delle Regioni, degli enti locali e delle associazioni delle persone con disabilità maggiormente rappresentative a livello regionale.
  6. La composizione, l’articolazione, le modalità di funzionamento, la sede, la durata, nonché l’assegnazione di ulteriori funzioni per il supporto all’inclusione scolastica del GLIR, fermo restando quanto previsto al comma 2, sono definite con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nell’ambito delle risorse umane e finanziarie disponibili, sentito l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica istituito presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
  7. Per ciascuno degli ambiti territoriali di cui all’articolo 1, comma 66, della legge 13 luglio 2015, n. 107 è istituito il Gruppo per l’inclusione territoriale (GIT). Esso è composto da un dirigente tecnico o scolastico che lo presiede, tre dirigenti scolastici dell’ambito territoriale; due docenti, uno per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione e uno per il secondo ciclo di istruzione, nominati con decreto del dirigente preposto all’USR o di un suo delegato.
  8. Il GIT riceve dai dirigenti scolastici le proposte di quantificazione delle risorse di sostegno didattico, le verifica e formula la relativa proposta all’USR.
  9. Per lo svolgimento di ulteriori compiti di consultazione e programmazione delle attività nonché per il coordinamento degli interventi di competenza dei diversi livelli istituzionali sul territorio, il GIT è integrato:
  10. a)                                      dalle associazioni rappresentative delle famiglie degli alunni con disabilità;
  11. b)                                      dagli enti locali e dalle aziende sanitarie locali.
  12. Le modalità di funzionamento, la sede, la durata, nonché l’assegnazione di ulteriori funzioni per il supporto all’inclusione scolastica del GIT, sono definite dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nell’ambito delle risorse umane e finanziarie disponibili, sentito l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica istituito presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
  13. Presso ciascuna istituzione scolastica è istituito il Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI). Il GLI è composto da docenti curricolari, docenti di sostegno ed, eventualmente, da personale ATA. Il gruppo è nominato dal dirigente scolastico che lo presiede ed ha il compito di supportare il collegio dei docenti nella definizione e realizzazione del Piano per l’inclusione  e i docenti contitolari e/o i consigli di classe nell’attuazione dei PEI.
  14. Il GLI, nella definizione e nell’attuazione del piano di inclusione, si avvale della consulenza e supporto degli studenti della scuola, dei genitori e delle associazioni dei disabili maggiormente rappresentative del territorio nel campo dell’inclusione scolastica. Il GLI al fine di realizzare il Piano di inclusione e i PEI, si relaziona e collabora con le istituzioni pubbliche e private presenti sul territorio.

 

“Art. 11-ter

(Richiesta e assegnazione delle risorse per il sostegno didattico)

  1. Il dirigente scolastico, sentito il GLI, e sulla base dei singoli PEI, propone al GIT la quantificazione dell’organico relativo ai posti di sostegno, diviso per ciascun grado di istruzione, inclusa la scuola dell’infanzia.
  2. Il GIT, in qualità di organo tecnico, sulla base del Piano per l’inclusione, dei Profili di funzionamento, dei Piani educativi individualizzati, dei Progetti individuali ove esistenti, trasmessi dai singoli dirigenti scolastici, nonché sentiti questi ultimi in relazione ad ogni bambino, alunno o studente con disabilità, verifica la quantificazione delle risorse di sostegno didattico effettuata da ciascuna scuola e formula una proposta all’USR.
  3. L’assegnazione definitiva delle predette risorse è effettuata dall’USR nell’ambito delle risorse dell’organico dell’autonomia per i posti di sostegno, fermo restando quanto disposto dall’articolo 1, comma 75, della legge n. 107 del 2015.”;

 

  1. con riferimento all’articolo 12, verifichi il Governo le possibilità di ridurre il vincolo decennale e comunque di legarne la sussistenza e la motivazione alla necessità di preservare in ciascun ambito territoriale il contingente di docenti di sostegno;

 

  1. all’articolo 13, comma 3, occorre sopprimere sia le parole: “A decorrere dall’anno 2019” che le parole: “da emanarsi entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”;

 

  1. l’articolo 14 sia soppresso;

 

  1. all’articolo 15, comma 2, dopo le parole: “in particolare” siano aggiunte le seguenti: “a quelli assegnati alle classi”;

 

  1. all’articolo 16:
  2. nella rubrica, la parola: “didattica” sia sostituita dalle seguenti: “del progetto educativo e didattico”;
  3. al comma 3, dopo le parole: “dello studente” siano aggiunte le seguenti: “e l’eventuale richiesta della famiglia”. Conseguentemente, al medesimo comma 3 sia infine aggiunto il seguente periodo: “Le modalità attuative del presente comma sono definite con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge n. 400 del 1988, anche apportando le necessarie modificazione al regolamento di cui al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 13 giugno 2007, n. 131”;
  4. dopo il comma 3, sia aggiunto il seguente: “3-bis. Al fine di garantire la continuità didattica durante l’anno scolastico, si applica l’articolo 462 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994. “;

 

  1. all’articolo 17:
  2. al comma 2, sia aggiunta infine la seguente lettera: “d-bis) fornire pareri e proposte sugli atti normativi inerenti l’inclusione scolastica”;
  3. al comma 3, dopo le parole: “territorio nazionale” siano aggiunte le seguenti: “nel campo dell’inclusione scolastica, da studenti”;

 

  1. dopo l’articolo 18, sia aggiunto il seguente:

“Art. 18-bis

(Regioni a statuto speciale e Province autonome di Trento e Bolzano)

  1. Sono fatte salve le competenze attribuite in materia alle Regioni a Statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano secondo i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.”

 

La Commissione esprime altresì le seguenti osservazioni, invitando il Governo a valutare l’opportunità di:

 

  1. prevedere che, in relazione al contenuto dell’articolo 3, comma 6, lo Stato individui, altresì, ulteriori specifiche misure per garantire quanto previsto dal medesimo comma;
  2. unificare i Capi IV e V, modificandone conseguentemente la rubrica;

III.          sostituire all’articolo 16, comma 3, le parole: “un ulteriore contratto a tempo determinato per l’anno scolastico successivo” con le seguenti: “ulteriori contratti a tempo determinato”;

  1. sostituire all’articolo 17, comma 4, le parole: “sessanta giorni” con le seguenti: “centottanta giorni”;
  2. con riferimento agli articoli 19, 20 e 21, modificare la disciplina delle abrogazioni e delle decorrenze al fine di renderle coerenti con gli esiti delle innovazioni introdotte sull’apparato normativo vigente, anche prevedendo un’applicazione graduale delle singole disposizioni nonché disponendo i conseguenti interventi di coordinamento e riordino, e di provvedere alle conseguenti modifiche nella copertura finanziaria;
  3. prevedere che per ciascuno degli ambiti territoriali di cui all’articolo 1, comma 66, della legge n. 107 del 2015, siano individuate scuole polo per l’inclusione con compiti di coordinamento delle attività di formazione, supporto e consulenza alle reti delle istituzioni scolastiche dello stesso ambito territoriale;

VII.          prevedere il riferimento all’accomodamento ragionevole nell’ambito delle competenze dei Gruppi di lavoro per l’inclusione scolastica;

VIII.          operare il necessario riordino nonché il conseguente coordinamento normativo anche in esito alle innovazioni introdotte.

 

 

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