COMUNICATO STAMPA DI ADESIONE ALLA RETE DEI 100 MOVIMENTI PER IL SOSTEGNO DEGLI ALUNNI DISABILI

Roma, 23 febbraio 2017

 Il Coordinamento Nazionale “Insieme uguali e diversi”, impegnato per la piena attuazione dell’Art. 3 (Principio di uguaglianza) e fermamente contrario all’art. 81 (Pareggio di bilancio) della Costituzione, ha partecipato al presidio della Rete dei 100 movimenti per il sostegno scolastico che si è svolto in piazza Montecitorio, di fronte alla Camera dei Deputati il 23 Febbraio 2017.

Ritiro dei Decreti attuativi presentati dal Governo

“Insieme uguali e diversi” si unisce alla richiesta presentata da tutte le organizzazioni della Rete per il ritiro completo dei decreti attuativi e della legge delega, perché considerata non emendabile. Infatti il Coordinamento ritiene il metodo scelto dal Governo: acquisire la delega in Parlamento, legiferare senza audizioni con le parti sociali (ma esclusivamente con gli uffici del MIUR), presentare i testi alle Commissioni Parlamentari solo per riceverne  un parere, non vincolante, prima della loro approvazione e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, assolutamente non adatto ad affrontare una tematica così complessa, dalle mille implicazioni, dove l’interessato al provvedimento, ovvero lo studente con fragilità riconosciute,  non viene considerato come il vero protagonista al centro dell’obiettivo da raggiungere e cioè la sua piena inclusione nella vita scolastica.

Integrazione scolastica non deve essere affidata alla sola componente sanitaria

Entrando nel merito, il Coordinamento si unisce alla Rete nel contestare l’esclusiva medicalizzazione del piano di assistenza previsto per l’integrazione scolastica, in quanto risulta basato su decisioni prese da una Commissione che valuta essenzialmente gli aspetti sanitari. Da tale valutazione risultano escluse le associazioni di rappresentanza dei genitori come pure i professori, i soli che, avendo un contatto diretto con lo studente, ne possono stilare un profilo anche a livello sociale per una valutazione globale, come è oggi previsto dalla legge 104/92.

Diritti esigibili per soddisfare i bisogni dei soggetti più fragili

Il Coordinamento Insieme Uguali e Diversi sottolinea che i provvedimenti previsti dai decreti subordinano alla disponibilità delle risorse il riconoscimento dell’esigenza di sostegno didattico, di assistenza alla comunicazione e alle autonomie del singolo studente, perché la Commissione prevista è chiamata a rispettare i vincoli di bilancio anziché i diritti dello studente con disabilità. Tale anomalia investe anche la formazione permanente dei docenti curriculari, necessariamente obbligatoria per lo svolgersi di prove equipollenti per il superamento degli esami di licenza media, dal momento che gli studenti con disabilità riconosciuta sono parte integrante della classe e non corpi estranei. Tutto ciò in contrasto con la sentenza della Corte Costituzionale n. 275/2016 che considera prioritari i diritti costituzionalmente garantiti rispetto alle esigenze di bilancio

“Insieme uguali e diversi” ritiene inaccettabile che ancora una volta, pur riconoscendo come diritti imprescindibili le misure ritenute necessarie per ridurre l’handicap del singolo studente, nei fatti quei diritti non sono sostanzialmente esigibili. In presenza di un bisogno accertato, è obbligo della politica rendere disponibili le risorse necessarie per soddisfarlo. Sottolineare continuamente che si può fare ciò che la disponibilità economica permette rappresenta un’odiosa discriminazione tra studenti, tra quelli che possono permettersi di studiare e quelli che sono impossibilitati a farlo perché non sostenuti adeguatamente nel contesto scolastico.

Ricordiamo che lo Stato Italiano ha ratificato la Convenzione ONU del 2006 (lg. 18/2009) sui diritti delle persone disabili, il cui motto è ‘Niente su di noi, senza di noi’ e alla luce di tale affermazione:

Ribadiamo che le cosiddette riforme previste dai Decreti attuativi, di fatto cancellano importanti conquiste che discendono da questa Convenzione, e contraddicono i principi di uguaglianza a cui si ispira la stessa Costituzione Italiana.

Auspichiamo quindi che il legislatore voglia recepire anche le istanze dei rappresentanti di coloro che vivono sulla propria pelle le conseguenze negative di una normativa che tende a ridurre i diritti dei cittadini.

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